Il Chiostro

Villa d’Este fu costruita su progetto dell’architetto napoletano Pirro Ligorio, che si era già occupato della realizzazione del Bosco di Bomarzo. Per la realizzazione occorsero ben 20 anni data la complessità dell’opera; fu addirittura necessario scavare un canale sotterraneo di circa 600 metri per pescare dal fiume Aniene l’acqua occorrente per le fontane.

Per accedere alla villa devi passare per il Chiostro, dove puoi ammirare una prima splendida fontana: la fontana di Venere. Si trova nel cortile interno della villa e raffigura la dea in una posa particolarmente dolce, sdraiata, quasi addormentata e affiancata da due aquile; l’aquila infatti è il simbolo sia della città di Tivoli che della casata d’Este.

Spesso nel giardino si trova raffigurata l’Aquila insieme al Giglio, infatti il Giglio di Francia era l’altro simbolo degli Estensi.

 Questa fontana fu realizzata nel 1569 dallo scultore fiorentino Raffaele Sangallo, facendo ricorso al travertino di Villa Adriana. Anche in questo caso purtroppo si fece ricorso alla pessima abitudine di distruggere antichi monumenti per reperire materiale da usare per la costruzione della Villa.

Dal Chiostro per arrivare al Giardino si deve attraversare la Villa passando dal piano superiore a quello inferiore e da qui all’esterno.

Il piano superiore è poco interessante; completamente privo di mobili non presenta affreschi interessanti a differenza del piano sottostante in cui tutte le stanze sono riccamente decorate.

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